
La spalla e la cuffia dei rotatori
La spalla è un delle grandi articolazioni del corpo umano, formata dall’insieme di tre ossa: clavicola, scapola ed omero; queste ossa sono unite tra loro da un complesso funzionale costituito dalla capsula dai suoi legamenti e dalla cuffia dei rotatori; questa unità funzionale che regola i principali movimenti dell’articolazione è l’insieme di un gruppo di muscoli rappresentato dal sottoscapolare dal sovraspinato dal sottospinato e dal piccolo rotondo.
Lesione della cuffia dei rotatori
Quando si parla di lesione della cuffia s’intede la lacerazione del tessuto tendineo ed il suo distacco dall’osso. La causa principale delle lesioni della cuffia dei rotatori è rappresentata dalla graduale degenerazione del tessuto tendineo. Già dopo i 40 anni può iniziare un processo degenerativo a carico dei tendini della cuffia, caratterizzato da perdita di elasticità e microcalcificazioni, che conducono ad un progressivo indebolimento della struttura tendinea con comparsa di dolore e limitazione funzionale. Con il passare del tempo questo processo di degenerazione e di usura può condurre alla rottura della cuffia stessa. La probabilità di avere una lesione di cuffia cresce pertanto con l’aumentare dell’età. Sicuramente anche la genetica ha un ruolo determinante nel meccanismo che conduce alla lesione, per cui alcune persone sono più predisposte di altre a sviluppare una lesione e questo spiega anche il frequente interessamento di entrambe le spalle. Quindi in molti casi il problema nasce gradualmente e spontaneamente.
Le lesioni dei tendini possono essere parziali complete o massive:
Parziali: la rottura interessa uno strato delle fibre, non tutto lo spessore. Una lesione parziale può essere sul versante interno ossia articolare, oppure su quello esterno, bursale; talvolta le fibre rotte sono nel contesto del tendine. Queste lesioni incomplete e di piccole dimensioni molto spesso posso essere trattate in maniera conservativa (ossia senza intervento), non determinano unsignificativo deficit forza o perdità difunzionalità della spalla, talvolta però il dolore è talmente forte e resistente ad ogni trattamento da dover richiedere un trattamento chirurgico.
Complete: la rottura riguarda tutto lo spessore delle fibre, questo tipo di lesione necessita quasi sempre di un trattamento chirurgico.
Massive: sono lacerazioni che si estendono a più di due tendini della cuffia. Quando la lesione è di grandi dimensioni si crea un alterazione molto significativa del funzionamento dell’articolazione con conseguente sbilanciamento del movimento e dell’articolarità, che porta ad una risalita della testa omerale verso l’alto.
Due aspetti molto importanti da tenere in conto quando ci si approccia a valutare una lesione massiva o completa della cuffia sono: il grado di retrazione del tendine rotto, ossia quanto si è allontanato dal suo punto di inserzione, e il grado di atrofia del muscolo, ossia il processo involutivo cui può andare incontro il moncone muscolare che conduce ad una sostituzione dello stesso muscolo con tessuto adiposo e conseguente perdita di elasticità e di consistenza. Questi due fattori incidono molto sul grado di riparabilità di una lesione e quindi sulle scelte terapeutiche e sui risultati attesi.
Diagnosi
L’esame diagnostico più efficace nel diagnosticare una lesione della cuffia dei rotatori è la risonanza magnetica, più in particolare quella ad alto campo. Essa è infatti in grado di visualizzare con estrema precisione la localizzazione e l’entità della lesione tendinea, oltreché lo stato di salute dei muscoli; l’ecografia è un indagine utile nel individuare e diagnosticare alcuni tipi di lesioni tendinee, sebbene spesso l’esame necessita di un integrazione rmn per un maggior dettaglio delle strutture anatomiche, essa può essere considerata l’esame di screening . L’esame radiografico è sempre indispensabile nella diagnostica della spalla ed integra la risonanza o l’ecografia specie quando si vogliono studiare della calcificazioni.
Sintomi
Il dolore è sintomo che più spesso spinge il paziente a recarsi dal medico, spesso si accentua durante il riposo notturno, e spesso si associa al deficit di forza durante movimenti specifici.
Cosa fare in caso di lesione?
Se la lesione è piccola e poco dolente il trattamento può essere di tipo conservativo (fisioterapia e terapie farmacologica). In caso contrario, ossia di lesioni che si presentano particolarmente dolorose e con valida limitazione funzionale è indicato il trattamento chirurgico. In pazienti attivi, invece, il trattamento privilegiato è quello chirurgico, che consiste nella riparazione della lesione.
Intervento
L’intervento chirurgico ha lo scopo di eliminare il dolore e di ridare un corretto equilibrio interno del “complesso” della cuffia dei rotatori. È importante sapere che affinché sia possibile effettuare una riparazione è necessario che il tendine rotto abbia una buona consistenza ed elasticità da poterlo riportare nella sede di inserzione. Questi aspetti non possono essere sempre valutati prima dell’intervento, neanche con la risonanza magnetica. In funzione di questi parametri fisici (retrazione elasticità e consistenza) una lesione di cuffia potrà risultare: riparabile in modo completo, riparabile in modo parziale (rimane quindi una interruzione più piccola) oppure anche irreparabile.
L’intervento di riparazione, oggi eseguito per via artroscopica prevede la re-inserzione dei tendini nella loro sede sulla testa omerale tramite ancore in titanio. Sono necessarie alcune piccole incisioni da 0,5-1 cm dietro, che prevedono l’utilizzo di strumenti di piccolissimo calibro 2-3 mm per poter procedere alla riparazione. In realtà la tecnica artroscopica non consente solo di riparare la lesione del tendine ma anche di rimuovere i tessuti rovinati e degenerati come parte della borsa generalmente infiammata, e che è causa di dolore; o di liberare lo spazio di scorrimento del tendine levigando l’osso sovrastante (acromionplastica). Inoltre è molto comune reperire il tendine del capo lungo del bicipite adiacente ai tendini della cuffia degenerato e molto infiammato, e quindi causa di dolore: per questo motivo spesso è necessario sezionarlo, senza che questo pregiudichi la forza e la funzionalità della spalla.
Quando intervenire?
Quando vi è indicazione ad un trattamento chirurgico è opportuno non attendere troppo, perché la qualità dei tessuti a lungo andare diminuisce portando ad una atrofia adiposa dei muscoli stessi il che rende inutile la riparazione, con conseguente degenerazione e risalita della testa omerale che porterà ad una anchilosi dolorosa della spalla (omartrosi). È quindi opportuno intervenire prima possibile. Le lesioni della cuffia dei rotatori sono trattate in artroscopia, riducendo al massimo il traumatismo delle strutture anatomiche e sensibilmente i tempi di degenza e di recupero.




